Guida al primo viaggio in solitaria, come rispondere alle tre grandi domande.

Guida al primo viaggio in solitaria, come rispondere alle tre grandi domande.

Ottobre 12, 2018 Off Di Francesco Biestro

Prima domanda

 

Molte persone, quando parlo loro delle mie avventure passate e di quelle attualmente in progetto, tendono a farmi la stessa domanda sentita mille volte: “Ma parti da solo!? Che ci vai a fare da solo? Aspetta un amico e vai con lui no?”.

Beh, se state progettando anche voi un viaggio in solitaria prima o poi qualcuno (facciamo anche più di qualcuno) si presenterà con questo quesito e, se le vostre motivazioni non sono più che solide, potreste ritrovarvi a non saper rispondere finendo magari anche col dargli ragione.

Ho deciso di scrivere queste righe proprio perchè ci sono passato e so che una spintarella in più non può farvi che bene.

Partiamo dal primo fondamentale ed incontrovertibile punto che tizio a caso rompiscatole che vi consiglia di apettare ha torto oltre ogni ragionevole ombra di dubbio.

In primis perchè vi posso garantire, e questo lo sapete anche voi in fondo alle viscere, che nonostante molti vostri amici abbiano palesato interesse riguardo l’imbarcarsi con voi in questa folle ed improbabile avventura di andare a pescare salmoni alle Svalbard esclamando frasi del tipo: “ ci verrei anche io se solo adesso non avessi (motivazione del caso) ma magari se andassimo (data a caso) potrei farcela”; nessuno troverà mai il momento buono per accompagnarvi.

Un po’ perchè a loro dei salmoni delle Svalbard non gliene frega un beneamato molto probabilmente o comunque la loro idea si viaggio non coincide con la vostra, e un po’ perchè ci sarà sempre una più o meno valida ragione che si interporrà tra l’idea e la realizzazione della stessa. Motivazioni come la mancanza di soldi, ferie o il complimese del gatto obeso della zia sono sempre in agguato pronte a far saltare tutta la baracca.

 
 

Più partecipanti significa inoltre più problemi ma, non sempre, più soluzioni.

Rimandare a data da destinarsi un sogno nell’attesa di terze parti potrebbe avere come probabile conseguenza che tale sogno sia destinato a rimanere per sempre tale e questo non possiamo accettarlo.

Ecco la seconda

Ora abbiamo risposto al “Aspetta qualcuno”, ancora però resta irrisolto il “Che ci vai a fare da solo” ma anche a questo si può facilmente trovare soluzione.

La verità è che a meno che non vogliate davvero e letteralmente andare a pescare alle Svalbard, e allora in quel caso trovare compagnia risulterebbe arduo, sarà molto più difficile trovare un momento per stare da soli. Sarete letteralmente circondati da persone come voi, viaggiatori zaino in spalla che stanno seguendo la loro strada e che sicuramente saranno felici di condividere un pezzo della stessa.

Treno da Kandy a Ella, Sri Lanka

Starà a voi scegliere se permetterglielo o meno a seconda di quanto ne sentirete la necessità. Un po’ di tempo tutto per noi senza il vociare altrui può essere un toccasana in molti casi e portare a scoprire lati che non credevate di avere.

Qualora desideriate invece risa e schiamazzi in allegra compagnia non vi basterà altro che sfoggiare un largo sorriso e buttarvi nella mischia con un “ Hi, how are you? I’m (vostro nome)” e lasciare che le cose vadano da se.

Per trovare più facilmente potenziali compagni e amici di avventura i consigli sono di alloggiare sempre in ostelli nelle quali camerate comuni sarà facile incontrare “backpackers” e di spostarsi con mezzi pubblici poichè sono quelli solitamente scelti da noi squattrinati avventurieri.

Se siete spaventati dagli ostelli presto scriverò una guida anche su quelli ma per ora mi limito al pre partenza altrimenti non si finisce più.

Un esempio per incoraggiarvi ve lo posso dare prendendolo dal mio viaggio in Sri Lanka. Quando arrivai a Colombo non avevo nemmeno la più pallida idea di dove andare o cosa vedere in quella nazione, decisi semplicemente di affidarmi a chi avrei incontrato. Il risultato mi portò a vedere tutta l’isola in circa 25 giorni sempre in compagnia di nuove persone con tempo passato in solitaria pari a zero.

E vi garantisco che lo Sri Lanka non è proprio una meta super gettonata.

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Ragazzina indiana ad Hampi

Per chi non sa assolutamente (intendo zero assoluto perchè anche poco generalmente è sufficiente) spiaccicare parola di inglese ammetto che il tutto potrebbe diventare più arduo ma mai impossibile. Google ci viene incontro con traduttori vocali, mappe e mille app che faciliteranno moltissimo la vostra vita. Farsi amici non sarà semplicissimo ma qualcuno si trova sempre che magari parla la nostra lingua o una comunque a noi comprensibile. In caso contrario chissenefrega, godetevi il mondo! Parlerete di più quando tornerete a casa.

E poi arriva la terza

A questo punto le prime due domande sono definitivamente archiviate ma in agguato c’è quella bonus pronta a travolgerci. Vale a dire il “Lo sai quanta gente la fuori e SPECIALMENTE nel posto che hai scelto (perchè quello combinazione è sempre il più pericoloso) sta aspettando che tu metta il naso fuori di casa per ucciderti, derubarti, prenderti gli organi, farti sapere che babbo natale non esiste, ecc…”.

Beh, ni. Non posso certo dire che il mondo non sia un posto pericoloso ma non vedo come la tal destinazione che avete scelto possa esserlo più di casa vostra o nei posti in cui siete soliti recarvi quotidianamente. Nessuno aspetta proprio voi. Onestamente a nessuno frega nulla della vostra persona nello specifico.

Scene tipo gente che vi indica esultante esclamando frasi tipo “Oddio l’hanno liberato, finalmente possiamo trucidarlo” non sono propriamente all’ordine del giorno.

La regola fondamentale

Usate il cervello e sarete al sicuro nella stessa proporzione che lo siete nel vialetto dietro casa, il che significa mai completamente ma comunque a sufficienza da potervi permettere una passeggiata e magari una birra.

Certo, andare a Rio e farvi una bella gita nella favela di notte urlando “Che schifo i poveri”, potrebbe seriamente ridurre le vostre probabilità di rivedere l’alba del nuovo giorno al disotto della soglia critica… Ma confido che la vostra intelligenza sia superiore a quella del toporagno comune quindi non farete una cosa simile.

Questi sono i tre primi grandi scogli da superare prima di diventare a tutti gli effetti un viaggiatore solitario.

Ne vale la pena? Assolutamente! Sdoganato questo nulla al mondo sarà più in grado di fermarvi.

E se non credete che la dipendenza da compagnia nel fare qualsiasi attività vada superata prendete l’esempio del cinema. Perchè sembra utopistico (per molti) andare a vedere un film da soli quando poi in sala si sta in silenzio per due ore?

Non ha senso vero? Beh vi garantisco che, dopo una prima esperienza in solitaria, riuscirete a vincere quella sensazione di stranimento mista a paura che avvertite ogni qualvolta vi ritrovate senza una spalla che condivida la qualsivoglia esperienza con voi. Provare per credere.

Copyright© 2019 Francesco Biestro

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