Quattro anni in autostop- pt.1

Quattro anni in autostop- pt.1

Gennaio 9, 2019 Off Di Francesco Biestro

Maren è una ragazza di 27 anni, nata in Germania in un piccolo paesino vicino Stoccarda. Quattro anni fa decise di partire per il Canada con un progetto di viaggio di tre mesi che, pian piano, mutò fino a perdurare per ben quattro anni passati quasi interamente dormendo in una tenda e facendo autostop. Ora è da poco tornata a casa e, dietro le mie pressanti richieste, ha deciso di condividere parte di questo viaggio con tutti i futuri lettori.

Com’è nata l’idea di questo viaggio e perchè hai scelto questi metodi (tenda e autostop)?

Non avevo mai pensato che sarei stata via per tanto a lungo, tutto quello che volevo fare era andare in Canada per qualche mese con lo scopo di lavorare in una fattoria di bufali d’acqua. Ma da li decisi di andare da qualche altra parte e poi da un’altra ancora e così via fino a rimanere in giro per quattro anni.

Lo stesso vale per il mio stile di viaggio, nulla era programmato, l’ho semplicemente sviluppato per conto mio in base alle necessità. Poichè non avevo abbastanza soldi ho cominciato a fare autostop e ho iniziato ad apprezzarne l’avventura. Per quanto riguarda il dormire all’inizio usavo couchsurfing.com (un sito che permette di essere ospitati a casa di persone gratuitamente) ma mi occorreva sempre internet e una certa preparazione di base, due cose da cui ho sempre cercato di tenermi alla larga.

Alla fine una notte non sono riuscita a trovare qualcuno che mi ospitasse e, non sapendo che altro fare, ho comprato una tenda e trovato un posto dove piazzarla.

Questo è più o meno come tutto è iniziato. Ho barattato il comfort per l’indipendenza e lentamente ne ho scoperto i vantaggi: dormire dove, quando e sotto qualsiasi condizione io possa trovare.

Ti sei mai trovata in qualche situazione pericolosa o problematica durante il viaggio? Come le hai gestite?

Sono fortunata abbastanza da poter dire che non mi sono mai sentita in vero pericolo. Ho la sensazione ch’io sia stata protetta.

Se mi sono sentita spaventata ed insicura o se ho ricevuto strane offerte da uomini soli? Si. Ma in questi rari casi (dalle quali l’ho sempre scampata) mi hanno mostrato che non tutto quello che sembra pericoloso lo è veramente.

E si, ho rifiutato passaggi quando ho avvertito una sensazione spiacevole riguardo alla persona che si era fermata. Ho imparato l’importanza di ascoltare il mio sesto senso, quando ti dice di andartene girati e vattene.

Mi ricordo una notte in Slovacchia in cui ho sentito animali correre intorno alla ia tenda. Probabilmente cinghiali o qualcosa di innocuo come un cervo ma potete immaginare quali pensieri l’oscurità possa portare. Mi trovavo in un luogo in cui non era nemmeno pensabile piantare una tenda.

Ero terrorizzata. Fa paura dormire laddove senti cose girarti intorno alla tenda, in una situazione in cui non puoi e non vuoi  davvero mettere la testa fuori per scoprire di cosa si tratti.

Oppure in Canada, dove vedevo tracce di orsi e alci attorno a dove sapevo avrei dovuto piantare la tenda. Generalmente non voglio che queste cose possano fermarmi ma altrettanto non desidero commettere sciocchezze. Così ho iniziato a cantare e parlare ad alta voce quando mi trovo in certe situazioni in modo tale da avvertire tali esseri della mia presenza e non capitarci davanti per caso. Mi sono trovata fin troppo vicino a grandi animali come orsi e yak in precedenza quindi porto sempre con me lo spray al peperoncino o un coltello, in caso di emergenza. La notte inoltre metto sempre il cibo e l’immondizia almeno a 100 metri lontano rispetto al punto in cui dormo perchè molti animali solitamente non attaccano l’uomo se non hanno una valida ragione.

Ma ci sono alcune situazioni come quando ero intenta in un trekking di 5 giorni in Alaska e ho camminato sopra qualcosa che inizialmente pensavo fosse sporco ma si è rivelata essere una piscina di fango. In pochi secondi mi sono ritrovata bloccata e incapace di uscirne. Fortunatamente con me c’era un amico che è riuscito a tirarmi rapidamente fuori usando un bastone.

Un’altra volta sono rimasta senza cibo ne acqua e mi sono ritrovata a bere da un fiume sporchissimo perchè avevo troppa sete.

Un’altra volta in Australia ero alla fine di una strada che non portava da nessuna parte, a mille chilometri di distanza dal villaggio più vicino.

Sono rimasta bloccata li per 3 giorni prima di trovare un passaggio.

È così scoraggiante stare seduti per ore senza vedere una sola auto, ma è anche peggio quando l’auto arriva ed è talmente piena di cose che non ha modo alcuno di caricarti.

Mi ricordo che a un certo punto fermai una macchina che andava nella direzione opposta solo per chiedere un po’ d’acqua e ricevetti oltre a questa anche del cibo. Questi momenti sono speciali.

Copyright© 2019 Francesco Biestro

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