Quattro anni in autostop- pt.2

Quattro anni in autostop- pt.2

Gennaio 15, 2019 Off Di Francesco Biestro

Maren è una ragazza di 27 anni, nata in Germania in un piccolo paesino vicino Stoccarda. Quattro anni fa decise di partire per il Canada con un progetto di viaggio di tre mesi che, pian piano, mutò fino a perdurare per ben quattro anni passati quasi interamente dormendo in una tenda e facendo autostop. Ora è da poco tornata a casa e, dietro le mie pressanti richieste, ha deciso di condividere parte di questo viaggio con tutti i futuri lettori.

Raccontaci una (o più) esperienza che ritieni sia la più incredibile di questi 4 anni.

Ricordo quando ero seduta in questo vecchio e arrugginito camion in Mongolia. Un’altra ragazza ed io eravamo in procinto di attraversare la nazione la quale è, sostanzialmente, un deserto.

Siamo stati caricati da questi guidatori i quali non parlavano una singola parola di inglese così come noi di mongolo. Passammo una intera settimana insieme pigiate nel camion, facendo di esso la nostra stanza e cucina.

Continuavamo ad avere guasti quindi mentre loro aggustavano il camion noi preparavamo da mangiare. Riuscimmo a parlare di qualsisìasi cosa usando carta e penna, mani e piedi per comunicare. Tutto funzionò così perfettamente che arrivammo a dimenticare di non parlare la stessa lingua. Perchè forse lo facevamo, solo non un linguaggio fatto di parole.

Per me è meraviglioso che le persone possano fare autostop ovunque e a qualsiasi ora. È fantastico che umani di tutte le razze e culture si vogliano fermare per dare un  passaggio a uno straniero, così come il fatto che non serva un linguaggio comune per comunicare.

Avere la possibilità di sporgere semplicemente il pollice e lasciare che sia lui a portarti all’avventura è una delle cose più incredibili ed eccitanti che io abbia mai provato.

Qual’era il tuo budget giornaliero medio?

Il mio senso organizzativo non è il massimo mentre quello del risparmio è molto meglio.

Comprando solo un po’ di riso e verdure ero in grado di mangiare per i successivi 2/3 giorni o anche più. Raccoglievo frutta lungo la strada, mele e susine o qualunque altra cosa trovassi.

Quando però volevo la cioccolata andavo a comprarla.

Alcune volte spendevo 8-10 euro in un giorno ma poi zero per i successivi 2.

Direi comunue che il budget giornaliero era sui 5 euro compresi anche i vari biglietti d’ingresso

.Pensi che fare autostop sia alla portata di tutti? Cosa vuoi dire a chi ha paura di provare?

Io penso che siamo tutti differenti e apprezziamo differenti modi di viaggiare.

I tour organizzati, per esempio, sono ottimi perchè puoi vedere tanti posti in poco tempo.

Il punto è che io apprezzo l’imprevedibilità e amo prendere le cose come vengono, cambiando piani in base agli eventi e non avendo tutto deciso fin dal principio.

Viaggiare in questo modo può essere molto faticoso ma generalmente sentirai solo le grandi storie ed avventure inaspettate che porta con se.

Richiede una grande dose di tempo e determinazione. Alcune volte occorrono ore, altre addirittura giorni di attesa sotto il sole, la pioggia o al freddo.

Una volta caricato poi devi intrattenere le persone per ore perchè questo è quello che si aspettano durante i lunghi viaggi.

Devi sapere come aggiustarti perchè non saprai mai cosa sta per accadere, rimanere sempre attento a ciò che ti circonda.

Devi essere pronto a cambiare i tuoi piani perchè non sempre raggiungerai la meta che ti eri prefissato, altre ancora dovrai essere sicuro di svegliarti per andartene prima di essere scoperto al sorgere del sole.

Non voglio incoraggiare persone che sono spaventate dal tentare qualcosa di cui non sono convinti perchè le cose brutte accadono e, forse, io sono stata soltanto fortunata nel scamparle. Oggigiorno le notizie sono intrise di tristezza e cattiveria, al punto da potersi chiedere dove sia finita l’umanità.

Altresì non voglio nemmeno scoraggiarli. Forse proprio a causa di queste notizie ero ancora più meravigliata dalle situazioni in cui venivo aiutata.

Fare autostop significa essere completamente dipendenti dalla bontà degli estranei. Adoro quando mi augurano fortuna nel loro modo speciale, quando la donna sulla spiaggia mi sorride o quando il barbone mi offre la sua amicizia, quando stranieri vogliono partecipare al mio viaggio offrendomi un posto dove dormire, un passaggio o del cibo. A me, la straniera che non conoscono ne avevano mai visto prima!

Pensando a tutte le strade che ho percorso facendo autostop mi fa sentire deliziata dalla bontà delle persone pechè tutti i meriti sono soltanto loro! In questi piccoli gesti posso vedere un pezzo di unanità.

Questo è il motivo per cui ho scelto di viaggiare così e perchè sento di dover condividere questa esperienza.

Copyright© 2019 Francesco Biestro

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