Una notte di sorprese all’aeroporto di Tehran

Una notte di sorprese all’aeroporto di Tehran

Marzo 1, 2019 Off Di Francesco Biestro

Il mio bellissimo e comodissimo volo  della Pegasus arriva alle 3 del mattino in aeroporto.
Un orario assolutamente meraviglioso per atterrare in una nuova città,senza aver dormito e con ancora tutta la procedura del visto da fare. Mi chiedo con che logica vengano decise queste tabelle di marcia.

“Hei, ci serve un volo che colleghi Istambul a Tehran e che sia comodo per i viaggiatori!”

“Ottimo, abbiamo a disposizione gli orari 6-9 del mattino, 7-10 di sera o 12-3 del mattino, quale pensi sia la migliore?”

“E me lo chiedi? Con quella tratta 12-3 del mattino zero disagi e turismo a palate! Vedrai quanti soldi!”

“Ho sempre saputo che avevi un cervello fino! Dai, ora torniamo a drogarci!”

Non sono effettivamente sicuro che sia andata così ma questa è certamente l’ipotesi più probabile.

Nonostante tutto questo comunque risulterebbe essere il minore dei problemi riscontrato nelle mie prime ore in terra persiana.

Aspetto... Ma aspetto cosa?

Il mio visto so per certo essere “all’arrivo” e costare 75 dollari ma quando faccio per pagare ho una ben amara sorpresa.

Alla mia domanda: “bancomat?” il funzionario di turno mi guarda con aria stupita e mi fa segno di no.

Ma come? Aeroporto internazionale e non accettate il bancomat?

Arriva un secondo funzionario, gli chiedo se posso prelevare da qualche parte  e mi fa segno di no.

Macheccazz…?

Scopro con mia discretamente ampia sorpresa che in questa nazione TUTTI i circuiti classici di distribuzione denaro sono bloccati. La mia VISA, la mia Mastercard e qualsiasi altra carta non sono altro che pezzi di plastica inutile.

Mmmmm interessante! Sono molto lieto di averlo scoperto una volta atterrato invece che 6 ore fa quando avrei potuto tranquillamente fare incetta di soldi in un’altra nazione.

Dico al funzionario che ho dei dollari nel mio zaino imbarcato in stiva, il tizio non parla quasi inglese ma sembra aver capito dopo la decima spiegazione.

Mi dice di sedermi ed aspettare, alla mia domanda “aspettare cosa” mi risponde “non lo so”.

Ah beh… allora a posto.

Dopo 20 mnuti ripongo la stessa domanda e ottengo la stessa risposta.

Il mio salvatore

Inizio a immaginare le mie future settimane di vita in aeroporto in attesa che questo gentile ometto scopra che cosa io stia effettivamente aspettando.

Dopo un altro po’ arriva il funzionario della Pegasus che finalmente parla una lingua conosciuta.

Gli spiego il problema e lui mi accompagna a prendere lo zaino.

Pago, attendo 2 ore e finalmente ho il mio visto.

Sono le 6 del mattino e sono distrutto. Mi reggo a malapena appeso allo zaino del mio portantino.

Decido di cambiare immediatamente tutti i soldi a mia disposizione rimasti (200 euro circa) e mi viene data una mazzetta di denaro di diversi centimetri. Il cambio attuale è 1-136.000 e io ottengo quasi 30.000.000 di Rial.

Quasi scoppio a ridere in faccia alla cassiera, lei capisce e ride di rimando.

Nel tragitto che mi separa dall’aeroporto all ostello inizio a consultarmi con la mia creatura di compagnia su come riuscire a sopravvivere un mese con tale somma.

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Piani di sopravvivenza

 

Concludiamo che potrebbe essere fattibile ma andremo comunque alla ricerca di un modo per ottenere denaro.

Nel primo pomeriggio siamo in strada a battere ogni banca, cambio valuta o losco figuro che si aggira per le vie del centro.

La risposta classica è: “qui non puoi ma sono quasi sicuro che la sia possibile”.

Dopo i primi 40 tentativi SICURI come questo e quando ormai ci venivano consigliati luoghi in cui eravamo già passati ci arrendiamo alla miseria, seduti su un marciapiede a fissare il traffico.

Ritorniamo in ostello dubbiosi sul futuro.

Qui costa tutto pochissimo… ma un mese è lungo.

Il nostro ospite ci accoglie al ritorno con una proposta.

Tramite un amico di un amico di un cugino potremmo fare un bonifico Paypal  e lui ci verserebbe i soldi su una carta.

Senza troppe altre frecce nella faretra accettare è l’unica soluzione.

Trasferisco 150 euro sul conto di cugiamico e in cambio ottengo una carta recante il nome di FARIDDEDIN AGHILIASHTANI il  quale si tiene il 10% di commissione.

Uno scambio piuttosto onesto.

Il futuro in questa nazione appare comunque incerto ma, almeno, un po’ meno squattrinato.

Copyright© 2019 Francesco Biestro

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