Fare couchsurfing in mezzo al nulla

Fare couchsurfing in mezzo al nulla

Marzo 14, 2019 Off Di Francesco Biestro

Dopo i felici incontri è di nuovo tempo per una esperienza autentica con qualche locale.

Grazie a couchsurfing (un’applicazione utilizzata per chiedere e offrire pernottamenti gratuiti) entro in contatto con Alì, un gestore di un albergo in una città sperduta sulle  montagne.

Mi invita a passare qualche giorno da lui e a scarrozzarmi in giro per farmi conoscere la zona.

Prendo quindi uno scassatissimo bus sul quale viaggiano solo locali che mi guardano stralunati e mi reco nella ridente (si fa per dire) Shahrekord.

Arrivo e mi rendo immediatamente conto che li le cose da fare saranno pochine ma almeno ho un tizio ad aspettarmi e una confortevole stanza privata.

Onestamente non sussisterebbe una solida valida ragione per venire qui altrimenti, in città non c’è nulla da vedere e attorno regna la desolazione a perdita d’occhio.

Mi porta in giro sul suo pick-up, facciamo cento chilometri in una direzione con la promessa di vedere cose belissime, io ogni volta che lui mi indica qualcosa faccio finta di sorprendermi ammirato ma la verità è che l’unica ragione per essere qui sarebbe per vedere qualche villaggetto in cui però non ci fermiamo.

Ma non sono certo un asino che guarda in bocca al caval donato.

Cinquanta sfumature di libertà

Questo simpatico omino mi tratta come un figlio per due giorni intrattenendomi con interessanti conversazioni riguardanti il suo paese.

Lui scrive libri e articoli di giornale e, qualora essi non siano di gradimento al governo o anche solo riguardanti argomenti non approvati,  va incontro a numerosi guai.

Molto spesso le sue parole vengono censurate o gli vengono fatti espliciti e CORTESI inviti al silenzio.

Non che la cosa mi stupisca molto. È palese fin dal primo momento in cui la mia bluacea zampa si è posata sul suolo iraniano che qui la libertà assume confini ben diversi rispetto a quelli a cui sono abituato.

Le canzoni propagandistiche mandate a tutto volume ogni 5 minuti in radio e i manifesti dei vari ayatollah che ricordano a tutti quotidianmente quanto debbano essere felici del regime non passano certo inosservati tanto facilmente.

Ma in fin dei conti non sono affari in cui un asino di Bosco Atro dovrebbe impicciarsi, non sono qui per fare domande scomode per le strade (visto che le galere iraniane non sembrano accoglienti) ma non ho comunque intenzione di tapparmi le orecchie ogni qualvolta qualche informazzione si trovi a svolazzarmi intorno per puro caso.

Ma oltre a ciò queste montagne non hanno altro da offrirmi quindi è tempo di andare in uno dei luoghi da me con più ansia atteso, la bellissima Isfahan.

Finalmente in Persia

Finalmente mi riesce anche di socializzare un po’ con qualche altro viaggiatore spensierato come me.

Qui sono al centro delle rotte turistiche e la cosa si nota (seppure ce ne sia molto meno rispetto a una qualsiasi mediocre città europea) e finalmente esco con amici da tutte le parti del mondo.

Pranzi, cene, camminate in montagna e visite ai luoghi più spettacolari che la zona abbia da offrire.

Meraviglie che difficilmente qualche anno fa mi sarei mai aspettato di vedere in una vita intera.

Finalmente mi sento di essere veramente arrivato ad esplorare la Persia e tutte le sue incredibili bellezze.

Queste moschee fatte a mosaico coloratissime le quali svettano in mezzo a piazze sterminate quasi come fossero il gioiello della corona, i loro interni a specchio che creano giochi di luci come mille stelline scintillanti unite a palazzi e costruzioni con centinaia di anni di storia alle loro spalle.

Era proprio quello che stavo cercando ed è qui adesso di fronte ai miei occhi. Sono esattamente dove volevo essere a fare le cose che desideravo fare… e c’è anche una simpatica compagnia con qualche ragazza carina.

La vita mi sorride in tutta la sua bellezza!

Copyright© 2019 Francesco Biestro

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