Ultima tappa Shiraz e poi dritti a nord.

Ultima tappa Shiraz e poi dritti a nord.

Marzo 21, 2019 Off Di Francesco Biestro

Uno dei posti più menzionati da tutti i locali riguardo alla domanda “quali sono le tappe imperdibili in Iran” è Shiraz.

Non importa quando o come, tu li ci devi andare, punto.

Ho capito, giuro che ci vado, vi prego non picchiatemi! Sono solo un povero somaro viandante, non ho alcuna intenzione di contraddirvi.

Onestamente dopo Isfahan stento a credere possibile che qualche altro posto riesca a piacermi tanto, ma non per questo è ipotizzabile saltare una tappa.

Di una cosa però sono assai sicuro, la scortesia mista ad avidità degli abitanti di questa città la quale mi sto apprestando a lasciare di certo non mi mancherà.

La scena in cui un tassista cerca di farci pagare il triplo per una corsa, dicendo alla nostra compagna persiana di aiutarlo a fregarci perchè loro sono compatrioti e noi solo ricchi turisti, non me la scorderò facilmente.

E questo è solo uno dei più eclatanti casi di palese stronzaggine con la quale mi sono dovuto confrontare in questo luogo.

Va detto però che qui, e solo qui, mi è successo qualcosa di simile.

Altrove erano sempre sorrisi e gioia.

La causa di tutto

In un veloce dibattito con il mio compagno di sventure Francesco siamo convenuti sul pensiero che alla fine sia una questione legata al turismo.

Luoghi di maggior interesse da parte del pubblico rendono le persone più avide, qui i forestieri assumono la forma di portafogli con le gambe e perdono ogni altro tratto somatico.

Vice-versa non si può del tutto condannare la cosa visto che non di rado capita che chi si trova sull’altra sponda assuma atteggiamenti egoistici, eccessivamente pretenziosi e molto spesso arroganti.

Non ci sono quasi mai risposte univoche, solo vari lati della medaglia da esaminare.

Una riflessione piuttosto accurata per un umano ch’io ritenevo solo uno sprovveduto.

Ma anche chissenefrega.

Di Shiraz… non so davvero cosa pensare.

Ci sono effettivamente alcune cose che veramente spiccano e segnano un robusto punto  “imperdibili” però, non saprei, secondo me qualcosa manca nel computo generale.

Forse le alte aspettative hanno un po’ tradito, forse ci sono aspetti che io non sono riuscito a cogliere o forse manca davvero qualcosa.

Una delle due attrazioni più belle mi è stato fatto veto di fotografarla con la macchina fotografica (ma col cellulare si, come se ci fosse poi una effettiva differenza) e io per protesta non la mostrerò a nessuno.

Il turismo è fatto di passaparola e vive di qualche foto ben fatta quindi se non le volete ritengo non vogliate nemmeno visitatori.

Bella ma...

La seconda è la moschea rosa, famosa per le sue bellissime vetrate che formano giochi di luce eccezionali.

Anche qui, la bellezza c’è ma le immagini (come quella qui sopra) forse rendono troppa giustizia a 4 vetri bellissimi e una stanza con altrettante colonne sovraffollata di gente che cerca di farsi la foto mistica.

Emozionante lo è, il prezzo risibile, ma l’aura di magia che ci si aspetterebbe non esiste proprio.

Onestamente dopo la moschea di Aran e la piazzza di Isfahan il resto può solamente aspirare al secondo gradino del podio.

Ma la gente è di nuovo cordiale, il clima mite e tutto giustifica un soggiorno qui!

Purtroppo io non posso esitare troppo, voglio ancora passare da Tehran per passare un po’ di tempo con amici conosciuti lungo il percorso e poi dirigermi verso il confine prima che il mi visto scada e qualche simpatico poliziotto di frontiera si indispettisca per la cosa.

 

Copyright© 2019 Francesco Biestro

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